Il design al servizio della difesa dei diritti

    Il design al servizio della difesa dei diritti

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    La figura mitica del dottor Azzecca-garbugli si annida in molti aspetti della nostra vita e anche su Internet. Ogni volta che attiviamo una nuova app sul nostro smartphone o ci iscriviamo ad un social network, approviamo un contratto spesso solamente facendo un click. Praticamente nessuno legge questi contratti prima di accettarli e questo potrebbe costituire un pericolo per la nostra privacy.

    Per meglio capire questa situazione il designer Dima Yarovinsky ha stampato questi contratti su normali fogli e con un carattere leggibile, scoprendo che, ad esempio, il contratto di WhatsApp sarebbe lungo diversi metri con le sue oltre 20mila parole e i 100 minuti richiesti per leggerlo. L’apparente trasparenza della pubblicazione si scontra perciò con la reale possibilità di leggere e comprendere questi accordi.
    Durante la Design Week di Milano, il team di Design Rights, ha presentato l’installazione di Yarovinsky, intitolata I Agree, esponendo visivamente i contratti di vari servizi via app o social network.
    Design Rights si occupa proprio di presentare in modo comprensibile i testi legali, non solo da un punto di vista del testo ma anche attentamente alla fruibilità usando soluzioni visive e infografiche.
    Per fare un esempio, questo studio ha appena vinto una competizione proposta dal Garante della Privacy, rendendo “comprensibile alle masse” il regolamento del celebre social TikTok.
    Quindi il team è tutt’altro che di nicchia, anzi è importante e ben percepito anche dalle istituzioni.

    L’installazione verrà spostata alla Cittadella degli Archivi del Comune di Milano fino ad Ottobre, dove potrà rimanere come esposizione permanente. Questo approccio comunicativo, se si diffonderà, permetterà di far diventare quello che è un diritto sulla carta un vero diritto reale per tutti.

    Foto: installazione di D. Yarovinsky – foto S. Ghilardi

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