In viaggio nella storia con una macchina da scrivere

    In viaggio nella storia con una macchina da scrivere

    Alla scoperta della scrittura e della macchina da scrivere con Umberto Di Donato, ideatore del museo di Milano

    Se c’è un oggetto che improvvisamente è scomparso dai nostri uffici e dalle nostre case, lasciando un po’ di silenzio per quel suo suono caratteristico, è la macchina da scrivere. Per anni questo strumento ha accompagnato la vita di impiegati e studenti in tribolazioni con cartacarbone, nastri inchiostrati e cancellini. Però permise la diffusione di una scrittura leggibile e ordinata per decenni; finché il computer, nelle sue varie evoluzioni, lo mandò definitivamente in pensione.
    Resta il ricordo di questo gioiello della meccanica e del design di cui l’Italia, con Olivetti, è stata una produttrice di livello mondiale. Oggi il modello “Lettera 22” ci rappresenta nella collezione del MoMa di New York.
    Allora niente nostalgia e non ne troverete nemmeno parlando con Umberto Di Donato, ideatore, fondatore e direttore del Museo della Macchina da Scrivere di Milano (in via Luigi Federico Menabrea 10).
    Anzi, il signor Umberto, che ha passato la sua vita professionale tra le macchine da scrivere rivendica con orgoglio che i suoi libri li ha scritti al computer. Però con le macchine da scrivere si è costruito una carriera e ha potuto approfondire la storia della scrittura fin dalle sue origini. Nel suo museo si trovano quindi moltissimi pezzi storici e macchine usate da grandi nomi della letteratura, Ernest Hemingway per citarne uno, o della politica, come Francesco Cossiga; ma anche macchine per scrivere in cinese o in arabo, così come calcolatori meccanici in grado di compiere le quattro operazioni. Ma questo è solo un assaggio dello splendido incontro avuto con Umberto di Donato nella trasmissione Cafe de la Paix di Radio Active 20068 e che potrete riascoltare in podcast.
    Il museo è un punto di riferimento per appassionati di scrittura e in sessioni dedicate si possono scoprire anche i segreti degli alfabeti antichi e, trascinati dal racconto del suo direttore, ripercorrere un viaggio immaginario nella storia dell’umanità e del suo desiderio di lasciare traccia di sé.
     
     
    Photo credit: Pixabay.

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