Post-covid nello Yorkshire

    Post-covid nello Yorkshire

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    Nella gestione della pandemia e del dopo ogni Paese ha adottato un approccio diverso. Se si considerano Gran Bretagna e Italia la differenza nella gestione della rimozione delle misure restrittive salta immediatamente all’occhio.

    Due settimane fa salgo su un treno alla stazione di Hull, destinazione l’aeroporto di Manchester da cui mi imbarco per una breve visita ai familiari in Italia. A bordo solo pochi passeggeri, compreso il sottoscritto, indossano la mascherina. Anche il capotreno ne è sprovvisto.
    La cosa non deve stupire, benché solo venerdì 18 marzo il governo britannico abbia rimosso tutte le restanti restrizioni sui viaggi (già da tempo molte misure erano stato abolite).

    Cosa più interessante è che l’atmosfera nel Paese aveva cominciato ad essere più rilassata già dalla fine di gennaio. Girando per questa zona dello Yorkshire la cosa si notava immediatamente. Negozi, pub e ristoranti non sembrano aver registrato problemi di clientela, il sabato prima di tornare in Italia (complice il 6 Nazioni di Rugby) mi è capitato di visitare due pub con amici e in entrambi i casi gli avventori erano numerosi. In uno ci si è dovuti addirittura fare largo a gomitate tanto grande era l’assembramento. Anche nei discorsi fra le persone, già prima dell’inizio della guerra in Ucraina, la pandemia era quasi scomparsa.

    Non è facile capire a cosa sia dovuto tale rilassamento. In Italia è stato spesso superficialmente bollato come incoscienza, ma tale giudizio sembra essere un po’ troppo frettoloso. L’impressione che se ne ha è che dopo due anni, giusto o sbagliato che sia, ci si sia semplicemente rassegnati a convivere con questa grave malattia. Inoltre la popolazione locale non ha assolutamente sottovalutato i pericoli e quando c’è stata la chiamata vaccinale la risposta della gente è stata massiccia lungo tutto l’arco di tempo del 2021. Avendo lavorato in un centro vaccinale un anno fa ricordo le code chilometriche, scena a cui si è assistito di nuovo lo scorso dicembre per la terza dose, sull’onda lunga della variante Omicron.

    Se tale approccio sia corretto o meno spetterà agli storici giudicarlo, magari quando si sarà in possesso anche di dati più sicuri. Ora come ora però nello Yorkshire e dintorni si torna alla normalità.


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