Parità salariale tra i generi: un sogno o una possibilità?

    Parità salariale tra i generi: un sogno o una possibilità?

    Verso un salario uguale tra donne e uomini. La proposta di legge per parificare la figura femminile a quella maschile in ambito lavorativo incassa il semaforo verde dei deputati della Camera. Il testo presentato integra il già esistente Codice delle pari opportunità, documento che raccoglie tutte le disposizioni riguardanti l’uguaglianza lavorativa fra uomo e donna dal 2006 ad oggi. Il provvedimento di legge ha come primo obiettivo quello di diminuire la differenza di salario percepito tra i due sessi, ma include al suo interno anche altre problematiche legate alle discriminazioni riscontrate in ambito lavorativo. Grazie alla risposta positiva data da parte della Camera, il disegno di legge può passare ora sotto lo sguardo vigile del Senato.

    Questa proposta di legge sottolinea in maniera chiara alcune disparità presenti in Italia. La differenza nella retribuzione oraria lorda tra uomini e donne nel nostro paese, secondo i dati Eurostat, è uguale al 4,7 per cento; ma i dati salgono fino al 43 per cento se si considera la disparità salariale al netto delle ore di lavoro. Infatti, in media gli uomini lavorano più ore all’anno rispetto alle donne, le quali, secondo i parametri della società, sono ancora viste come le sole capaci di accudire i figli e prendersi cura della casa. Ma il vero dato che spaventa è il divario occupazionale che è pari al 19,6 per cento. Ciò significa che, in genere, si tendono ad assumere molti più uomini rispetto alle donne. Questo fenomeno, spesso, è strettamente collegato a un aspetto biologico naturale, cioè il parto, che viene effettuato solo ed esclusivamente dalle donne.

    Il testo presentato alla Camera si compone di sei articoli, i quali propongono delle modifiche al Codice delle pari opportunità per poter proteggere le donne dalle discriminazioni di genere sul posto di lavoro, attraverso l’individuazione di nuove forme di discriminazione indirette e l’obbligo, da parte delle aziende, di redigere rapporti sul divario di genere tra i propri dipendenti. Grazie alla proposta viene anche introdotta la certificazione della parità di genere, che comporterà sgravi fiscali per le aziende che si dimostreranno attive contro il gender gap. Il testo dovrà essere esaminato dalle Commissioni al Senato, poi votato, prima di poter entrare definitivamente in vigore come vera e propria legge.

    Se la proposta venisse approvata, sarebbe un grande passo verso il futuro, una vittoria per le donne italiane, le quali sono ancora costrette a lottare ogni giorno contro una società prettamente maschilista e patriarcale.

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