Verso una nuova sfida sulla Manica

    Verso una nuova sfida sulla Manica

    No, non c’è solo l’attesa per il Natale ad eccitare le giornate inglesi di questi tempi.

    Ferita ancora aperta per gli italiani, il mondiale di calcio in Qatar sta invece soppiantando le imminenti festività in cima ai pensieri dei sudditi di Sua Maestà. La nazionale inglese si è qualificata per i quarti di finale della coppa del mondo dove sabato sera affronterà la Francia.

    L’atmosfera è elettrica, sui posti di lavoro è il primo argomento di conversazione mentre sui giornali ha tolto la prima pagina all’inflazione e alla guerra in Ucraina.

    La sfida ha un sapore particolare. Innanzitutto è la prima volta che Inghilterra e Francia si affrontano in una partita da dentro o fuori in una competizione così importante. Infatti, se i “Tre Leoni” hanno una lunga lista di precedenti con altre potenze calcistiche come Italia e Germania (con esiti spesso deludenti), non così con i vicini d’oltremanica.

    Inoltre in questa partita entrano inevitabilmente in ballo aspetti di Storia e Geopolitica. Benché alleati in entrambi i conflitti mondiali i due paesi hanno un lungo vissuto di “divergenze” internazionali. Per quasi tutto il XVIII e il XIX secolo Parigi e Londra si sono scontrate su vari teatri del globo e la fine della loro potenza coloniale ha solo parzialmente smussato il senso di rivalità. Più recentemente i due paesi si sono scontrati sulla gestione dei rapporti post-Brexit, sui diritti della pesca nel Canale e sulla gestione dei flussi migratori fra Calais e il Kent.

    Un accoppiamento del genere è proprio ciò che ci vuole per scatenare lo sciovinismo della stampa popolare inglese (i tabloid) che infatti non ha perso tempo. Ne ha fatto le spese un giornalista francese che su Twitter ha fatto un commento poco entusiasta sulla cucina inglese scatenando le ire di uno dei tabloid. Nei prossimi giorni è probabile che gli “scontri” verbali si intensifichino.

    Malgrado la Francia sia favorita i tifosi inglesi sognano e non smettono di intonare  “It is coming home” una canzone in cui si cui augura “un ritorno a casa” (nella patria del calcio) per la Coppa del Mondo.
    La si canterà anche dopo sabato?
    Peut-être.

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