Notre Dame de Paris. Vivere per amare

    Notre Dame de Paris. Vivere per amare

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    Giovedì 3 marzo. Il Teatro degli Arcimboldi ha illuminato il cielo di Milano di stelle dai mille colori. È riesplosa l’energia del cast originario di Notre Dame de Paris, con la medesima e straordinaria compagnia di professionisti che ci ha fatto innamorare del musical più intenso di tutti i tempi. Rivederli riuniti, compatti, in una magica simbiosi ancor più matura, profonda e convincente: è un’esperienza da brivido. La prima di questo tour italiano ha davvero trionfato su ogni aspettativa. Lo sa chi ha assistito allo spettacolo la notte scorsa, perché difficilmente sarà riuscito a cadere tra le braccia di Morfeo.

    È stato mantenuto tutto il pacchetto di promesse espresse dai produttori, Vivo Concerti, David Zard, Charles e Nicolas Talar. Un vero concerto di emozioni che spara dritto al cuore e non si dimentica. La conturbante sensualità della gitana Esmeralda, Lola Ponce, bellissima guerriera che avanza imperturbabile tra gli ostacoli dei ciechi pregiudizi razziali; l’emblematica personalità di Quasimodo, Giò Di Tonno, il gobbo storpio destinato a lasciar tramontare i suoi sentimenti, vittime irreversibili di una natura crudele che tutto toglie e nulla concede; il controverso animo peccatore di Frollo, icona metaforica della potente pretesa religiosa, colpevole dell’inganno umano.
    Lo strazio viene cantato senza pause, tra giochi iperbolici di ballerini eccezionali. Anime e corpi che danno voce a un dramma sempre attualissimo: la disuguaglianza in tutte le possibili declinazioni.
    Notre Dame de Paris ritorna con una forza straordinaria: incisiva ma sempre sensibile, dirompente benché fragile. Si esprime con il linguaggio eterno dell’amore. L’amore più vero, quello tragico, disperato, che sconfina i dogmi religiosi, scuote gli schemi tradizionali obnubilati dall’intolleranza, mettendosi a nudo. Centoventi minuti di reboante coinvolgimento che riporta in auge, senza troppe riverenze, un musical che ha appena alzato il sipario e già programma nuove date. Si lascia aperto il calendario perché l’atmosfera di quella Parigi, strabordante di pathos, possa cavalcare le scene dei nostri teatri e riempire ancora i nostri cuori.
    Un inno all’amore che commuoverà sempre. Il Maestro Cocciante lo ricorda: “Vivere per amare, amare quasi da morire, morire dalla voglia di vivere”.
     

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