Caso Potenzoni, un mistero italiano

    Caso Potenzoni, un mistero italiano

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    Prendete un ragazzo autistico che una mattina di inizio estate svanisce nel nulla in mezzo alla folla accalcata alla fermata della metro di Roma Termini, aggiungete anni di ricerche incessanti portate avanti fra denunce e zone d’ombra, completate il quadro con un padre disperato che non si rassegna e batte ad ogni porta in cerca di risposte e avrete riassunto, in poche righe, il caso di Daniele Potenzoni, il giovane pantigliatese scomparso mentre si stava recando con un gruppo organizzato in udienza dal Papa.
    Un vero e proprio mistero italiano, reso avvincente dagli innumerevoli colpi di scena, presunti avvistamenti e false piste, che ancora oggi tiene viva l’attenzione pubblica tanto da spingere Federica Sciarelli, la giornalista che ha seguito fin dall’inizio tutta la vicenda con il programma televisivo «Chi l’ha visto», a scrivere un libro a due mani con Francesco Potenzoni, il padre di Daniele.
    Partendo dal racconto dei primi anni di vita e passando per la scoperta della malattia, nel libro “Il caso Potenzoni” edito da Einaudi, Sciarelli arriva a ricostruire il momento cruciale della sparizione e delle successive ricerche nel tentativo di restituire al protagonista di questa storia la voce che si è smarrita con lui.
    «Ci sono troppi buchi neri in tutta la vicenda – ha denunciato a più riprese Francesco Potenzoni -. Fin dall’inizio, quando le ricerche sotto la metropolitana sono partite male e in ritardo. Se si fossero attivati in tempo e con le giuste informazioni, sono convinto che Daniele sarebbe stato ritrovato velocemente.
    In tutti questi anni ciò che mi ha aiutato a mantenere le speranze è la risposta della gente, dei molti volontari che non si sono mai arresi e continuano ad aiutarmi nelle ricerche. Continuo a ricevere conferme di avvistamenti, alcuni molto attendibili, che però ad oggi non hanno dato risultati tangibili».
    Giallo nel giallo, un capitolo a parte lo meritano proprio le varie segnalazioni: dalla lettera anonima, con tanto di impronte digitali lasciate nell’inchiostro, in cui si rivelava che il ragazzo sarebbe stato ospitato all’interno di un convento di suore alla testimonianza di una monaca che avrebbe riconosciuto Daniele in una foto, dal filmato della telecamera di sorveglianza di un bar di Trastevere che avrebbe ripreso il giovane mentre ordinava da bere fino alla segnalazione recente di  una ragazza che lo avrebbe avvistato in compagnia di altri due uomini.
    A oggi però di Daniele si sono perse le tracce. Un ennesimo Natale verrà celebrato dalla famiglia Potenzoni alla sola presenza dei ricordi.

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