Insieme, “Oltre la Felicità”. A San Giuliano Milanese c’è chi si prende cura dei più fragili

    Insieme, “Oltre la Felicità”. A San Giuliano Milanese c’è chi si prende cura dei più fragili

    A San Giuliano Milanese nasce l’Associazione “Oltre la Felicità”, un luogo di incontro che parla attraverso il linguaggio della sensibilità e dell’amore a coloro che abitano il mondo con un’anima più fragile e con occhi più delicati. Si tratta di un solido progetto nato con l’obiettivo di offrire un sostegno valoroso a bambini e a ragazzi con disabilità, riconosciute o non ancora diagnosticate. Il punto di partenza è quello di prendersi in carico gestioni complesse che, spesso, sfuggono di mano anche a genitori coscienti dei segnali di disagio dei propri figli. Conosciamo l’esistenza di dinamiche relazionali gravose che sovrastano i mezzi affettivi di cui dispongono le famiglie che non possiedono strumenti adeguati ma che cercano validi supporti. Ora, consapevolezza e amore genitoriale possono contare su un concreto sostegno.

    E qui si apre l’abbraccio di Elisa Bertuzzi, la regista di questo piano formativo che ha desiderato integrare la propria formazione da sociologa con uno studio dedicato ad approfondire gli aspetti voraginosi delle problematiche comportamentali. Il lavoro di Elisa, Tecnico Comportamentale RBT, e del suo team di professionisti, si attua nell’identificare il disagio nei giovani e nel gestirlo mediante un intervento evolutivo personalizzato, in consonanza con le molteplici difficoltà che concernono lo spettro autistico e le disabilità correlate. Si costruisce un ausilio tangibile affinché questi giovani possano sviluppare competenze e abilità essenziali per il proprio percorso individuale di vita, all’interno della comunità.

    “Oltre la Felicità” è una realtà pensata per un fine di grande valore collettivo, morale ed etico. Siamo animali sociali che in comunità trovano la propria dignità e il proprio posto, indipendentemente dalle modalità di espressione di cui siamo dotati. Accogliere, valorizzare, condividere, supportare. Queste le parole chiave che permettono di gettare la basi a un’iniziativa che, a uno sguardo lungimirante, non si limita a promuovere l’inclusione sociale e l’autodeterminazione del sé. Muove, universalmente, verso il più importante dei traguardi: migliorare la qualità della vita, estendendo quel senso di appartenenza imprescindibile per l’uomo. Per poter essere felice, oltre la diversità.

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