Una Commedia molto fantasy

    Una Commedia molto fantasy

    Sento già le grida scandalizzate: eresia, sacrilegio! La «Divina Commedia», il massimo capolavoro della letteratura italiana, accostata al Fantasy, un genere di intrattenimento!
    Lo so benissimo che all’epoca di Dante il Fantasy non esisteva, ma la Commedia contiene un’infinità di elementi fantastici. A meno che non si voglia classificare come realistico un diavolo con la flatulenza!

    Scritta fra il 1304 e il 1321, la «Divina Commedia» è un viaggio dalla selva oscura del peccato, attraverso una progressiva purificazione, fino alla visione di Dio.
    È piena zeppa di elementi allegorici, simbolici e mitologici. L’Inferno, in particolare, è un vero campionario di esseri mostruosi, provenienti dalla mitologia greco-latina: Cerbero, Caronte, le Arpie, Medusa, Gerione….
    Poi ci sono i diavoli. Dante e Virgilio ci discutono, a volte imponendosi (vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuol, e più non dimandare!), altre volte rischiando di venire sopraffatti, salvati soltanto da interventi «dall’alto».

    E poi i dannati, verso i quali Dante prova, pur condannandoli, momenti di umana commiserazione, come coi tenerissimi Paolo e Francesca, o di rispetto, come con Farinata o Ulisse.
    Altre volte provando verso di loro un odio profondo, come nell’episodio di Bocca degli Abati, traditore della sua parte politica, che lo spinge a maltrattarlo crudelmente.

    I supplizi sono descritti con dovizia di particolari spesso macabri, degni di un film o di un romanzo dell’orrore. Bruciati, sventrati, fatti a pezzi, trasformati in altro, fino al «fiero pasto» del conte Ugolino con la testa del suo nemico arcivescovo Ruggeri.
    Peraltro Dante fa riferimento a tradizioni precedenti, come i viaggi nell’aldilà medievali e la «Navigazione di San Brendano».

    Poi, dopo la salita al Purgatorio, arriviamo al Paradiso che, al di là dei discorsi filosofico-religiosi, è una sorta di viaggio spaziale attraverso i cieli che circondano la Terra.
    Insomma, la «Divina Commedia» non sarà fantasy, ma è senz’altro da annoverare fra i più illustri precursori del genere, come l’«Odissea» o l’«Orlando furioso».

    L’invito alla lettura è scontato:
    Dante Alighieri
    «Divina Commedia»
    Certamente l’Inferno, e poi, per chi se la sente, anche il Purgatorio e il Paradiso.
    Ce ne sono infinite edizioni e commenti, la si trova anche online.
    Il problema è che, se l’abbiamo studiata sui banchi di scuola, probabilmente ce l’hanno fatta odiare, ed è questo il vero peccato!

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