Sigfrido e i Nibelunghi

    Sigfrido e i Nibelunghi

    Sigfrido (Sigurd per i Vichinghi) è il più famoso tra gli eroi nordici.
    È il protagonista del Canto dei Nibelunghi, saga di autore ignoto del XIII secolo, e della Saga dei Volsunghi, storia islandese basata sull’Edda in prosa.
    Le due saghe hanno delle differenze importanti, ma coincidono nelle linee essenziali e trovano fondamento in racconti orali del V secolo, forse basati su fatti reali.
    Proviamo a riassumere facendo un condensato delle due storie.
    I Nibelunghi sono dei nani: i fratelli Regin e Fafnir, due fabbri. Fafnir ha ucciso il loro padre per impadronirsi di un tesoro, e si è trasformato in drago.
    Sigfrido, figlio di Sigmund, che è stato ucciso da Odino, è allevato da Regin, che gli insegna a lavorare il ferro.
    Regin, che conosce le doti del ragazzo, vuole usarlo per vendicarsi di suo fratello.
    Sigfrido forgia una spada coi pezzi della spada spezzata di suo padre, con questa uccide Fafnir.
    Il drago gli dice di non prendere il tesoro perché è maledetto, ma il giovane non lo ascolta. Si bagna nel sangue del drago, diventando invulnerabile, tranne in un punto coperto da una foglia, e acquista il potere di capire il linguaggio degli uccelli: viene così a sapere che Regin vuole ucciderlo; quindi, è lui a uccidere il nano.
    Sigfrido si reca alla corte di Gunnar, re dei Burgundi, che gli chiede di aiutarlo a conquistare Brunilde, promettendogli in sposa sua sorella Crimilde.
    Brunilde è una valchiria che dorme in un cerchio di fuoco per aver disobbedito a Odino: potrà essere liberata solo da chi ne sia degno. Questo non può essere che Sigfrido, ma a causa di un incantesimo, lei crede che sia Gunnar.
    Sarà Crimilde a rivelarle il giochetto, deridendola. Brunilde, furiosa, giura vendetta: chiede ad Hagen, cortigiano di Gunnar, di uccidere Sigfrido, trafiggendolo nell’unico punto vulnerabile.
    Hagen esegue, ma la Valchiria, pentita, si uccide sulla pira funebre di Sigfrido.
    A questo punto è Crimilde a reclamare vendetta, contro Hagen, contro Gunnar, contro il mondo intero!
    Sposa Attila, re degli Unni e gli chiede di vendicarla: sarà un bagno di sangue in cui muoiono tutti i Burgundi e la stessa Crimilde.
    E il tesoro? Hagen lo aveva gettato nel Reno, dove è custodito dalle figlie del fiume.
    Wagner da questa storia trasse quattro opere monumentali, basate sulla versione scandinava, ma con i nomi tedeschi: sono di difficile ascolto, ma di incomparabile bellezza.
    R. R. Tolkien
    La leggenda di Sigurd e Gudrun
    Bompiani

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